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Dopo il Web 2.0, a quando il Desktop 2.0?

Il Web 2.0 è considerato la rivoluzione del momento. Bè proprio del momento non si può più dire, ormai siamo ad una piena maturazione della tecnologia. Se si guarda un po’ in giro su internet lo stile e le tecniche sono quasi tutte ispirate alla nuova idea di Internet. Ormai il web 2.0 è scontato, praticamente uno standard di design e sviluppo. Non si può più considerarlo come una tecnologia nascente, ma come una tecnologia matura. I Css, i linguaggi server-side e javascript sono utilizzati di fatto da ogni sviluppotare web.

web2ico

Si attende ormail il web 3.0 che ancora difficilmente si riesce ad immaginare, data anche la lentezza del W3C a definire standard nuovi come l’Html 5 ormai in bozza da diversi anni e previsto forse per il 2050 odissea nello spazio! I browser in tutto questo si evolvono a vista d’occhio, ma di questo parlerò in una articolo successivo.

adobe-airUna cosa però che si riesce ad immaginare del web 3.0 è sicuramente la sua integrazione con il desktop. L’annuncio di Chrome Os, basato sull’omonimo browser, lo sviloppo di Air da parte di Adobe, di Google Gears, lascia intravedere l’utilizzo di tecnologie attualmente utilizzate solo per il web, anche per le tradizionali applicazioni desktop.

Se si guarda anche al mondo dei device portatili, Palm per il suo Pre, ha sviluppato un sistema operativo chiamato propripo WebOs che strizza l’occhio agli sviluppatori Internet, iPhone di Apple, nella sua prima incarnazione, prevedeva solo webapp salvo poi un drastico dietro front che ha dato origine al fortunato AppStore .  Forse i tempi non erano ancora maturi.

Fatto sta che allo stato attuale chi volesse sviluppare applicazioni veramente ricche, al pari di quanto si vede sul web, dal punto di vista dell’iterazione con l’utente, si trova di fronte ad uno scenario variegato, complesso e disordinato. Analizziamo brevemente alcune tra le più importanti tecnologie attualmente disponibili:

  1. Su piattaforma Apple, il problema non si pone: il sistema operativo offre librerie adatte a sviluppare Rich Desktop Application. Tecnologie come CoreImage, e CoreAnimation sapranno semplificare la vita ad ogni sviluppatore. L’ottimo XCode, farà il resto. Il problema di tutta questa agiatezza, è che rimane confinata sui Mac il che è un grosso limite per uno sviluppatore in cerca di notorietà.
  2. Su piattaforma Windows – ma anche Mac e Linux – troviamo la già citata tecnologia Air di Adobe. Ottimi strumenti di sviluppo, grande integrazione e flessibilità. Di contro, si utilizzano tecnologie fortemente proprietarie e legate al poco potente linguaggio Action Script non adatto ad applicazioni scientifiche e comunque non è certo uno standard industriale, almeno non al momento.
  3. Ci sarebbe Silverlight di Microsoft, ma a mio avviso è ancora troppo concentrato sul Web, campo nel quale la casa di Windows, cerca di recuperare agli errori di valutazione degli anni scorsi.
  4. Google Gears, consente nel suo piccolo di eseguire web-app in locale. A mio avviso è ancora allo stato embrionale, ma è sicuramente da tenere d’occhio. Ancora una volta preseta gli stessi difetti, se non più numerosi, di Air.
  5. Infine, vorrei segnalare il buon vecchio Java. La creatura di Sun, ora Oracle, tenta disperatamente di entrare in questa fascia di mercato con JavaFx. Veramente poca cosa e ancora troppo lento per poter competere. Certo è java, quindi cross-platoform e quasi completamente GPL, però la mancanza di un editor in stile Flash, richiede di imparare un nuovo linguaggio di scripting – l’ennesimo…- del quale onestamente non si sentiva la mancanza. Alla Sun piuttosto che sviluppare un nuovo linguaggio, potevano sviluppare un buon editor per Rich Client Application. Un’occasione persa.

Ciò che appare evidente, da questa minimale ed incompleta analisi, è come la partita oggi si giochi maggiormente su due fronti: interoperabilità, apertura e gratuità della tecnologia ed infine l’intuitività degli strumenti di sviluppo. Staremo a vedere chi saprà imporsi, o meglio, chi deciderà davvero di investire in tal senso.

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