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Riflessioni sul matrimonio… a tre anni dal mio!

Tre anni fa oggi, pronunciavo il mio sì alla mia sposa. Dopo otto anni di fidanzamento mi sentivo più o meno pronto, o per lo meno, pensavo fosse giunto il momento. Non pensavo certo di aver capito appieno cosa stessi per fare, ma sicuramente avevo il mio prontuario di soluzioni in tasca.

A tre anni da allora, molte cose sono successe e la vita si è mostrata spesso come non avrei voluto. Una nuova consapevolezza si è fatta strada in me ed è proprio di questa consapevolezza che voglio parlarvi oggi.

Il matrimonio è la vocazione più maltrattata e violentata che ci sia. Sì perché è un po’ come la scelta di “default” quella standard che proprio in quanto tale non è per niente valorizzata, né compresa, né testimoniata. Il che è veramente gravissimo.

Sono poche le coppie che riescano davvero a vivere e dunque testimoniare la grandezza di questa vocazione. Si sente parlare di compromessi, compatibilità di caratteri, difficoltà da affrontare, di gioie e dolori insomma. E’ un concentrato inutile di frasi fatte, luoghi comuni e perbenismo.

Ho capito di essermi sposato senza avere la benché minima idea di cosa stessi realmente per fare. E chi era prodigo di consigli e previsioni non ha aiutato molto, anzi!5630_1285932504_4ca5c5d891e80

Il Matrimonio è una vocazione meravigliosa, ed è meravigliosa perché ti fa comprendere quanto inutile e insignificante sia la tua vita.

Il Matrimonio mette in luce la pochezza del tuo essere: tanto più cerchi di conservare le tue risorse, la tua esistenza, la tua vita, tanto più la perderai. Ti rimarrà tutto chiuso in un cassetto a prender polvere.

«Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà» (Lc 17,33). Questo versetto del Vangelo non ti dice cosa devi fare, ma ti dice chi sei. Ti dice che la tua vita è inutile se non è donata, “persa”. La tua sposa è opportunità, un’opportunità per dare senso alla tua esistenza che altrimenti non l’avrebbe.

Il Matrimonio illumina la tua vita perché ti consegna un “tu” al quale donare tutto ciò che altrimenti andrebbe perso. 

Bisognerebbe capire che il matrimonio è come un aereo: si rischia il tutto e per tutto affinché si arrivi sani e salvi. Il pilota di un aereo non “tenta” di atterrare, ma mette tutto se stesso in questa “impresa”. La stessa cosa dovrebbero fare gli sposi, prima ancora che per il bene dell’altro, per il proprio: il destino del pilota è legato inscindibilmente a quello dei passeggeri. Se il pilota avesse un progetto diverso da quello dei suoi passeggeri, bé è quello che è successo l’undici settembre. Non importa chi dei due stia pilotando in questo momento: bisogna arrivare a destinazione!

Per cui per favore, smettiamola di chiudere gli occhi sulla realtà dei fatti raccontando “favole romantiche” che tutto sono meno che reali, oppure ancora scoraggiare i giovani sposi con un finto realismo-irreale.

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Diciamo agli sposi cosa stanno facendo: stanno dando un senso alla loro vita, né più, né meno ed è magnifico che abbiano trovato qualcuno che gliene dia l’opportunità!

Il Matrimonio è una vocazione fantastica perché è tutto fuorché standard! E’ un miracolo, una scelta coraggiosa perché ti chiede di “perdere” la tua vita. Ti fa fare esperienza dell’amore vero, l’amore che è uno solo, che viene da Dio, che è donazione totale di sé, come Cristo si dona interamente al Padre e si è donato sulla croce per noi, senza risparmiarsi, senza conservare nulla.

Il Matrimonio ti fa uscire, ti fa uscire da te stesso, dalla casa di tuo padre, dalla protezione dei tuoi genitori. Ti proietta al mondo, e ti proietta al mondo come sposo. Ti fa uscire dalla solitudine, ti rende fecondo. Tutti gli sposi sono fecondi perché rendono presente Dio con il loro amore. Gli sposi sono segno efficace di grazia, per sé e per gli altri, non bisogna dimenticarlo mai. Il matrimonio non è un accrocco che deve “funzionicchiare” alla meno peggio.

Non lasciatevi scoraggiare da chi ha fallito, da chi ha tirato i remi in barca, da chi ha mollato, da chi è stanco, da chi ha sposato una persona che non ama o che magari non la ama. Gli incidenti di percorso possono capitare e bisogna certamente rialzarsi ma, tornando all’aereo, non credo che tutte le volte che voliamo pensiamo alla possibilità che possa cadere… Bisogna rischiare di lasciarsi prendere alla sprovvista, credere in sé stessi e nella propria sposa o nel proprio sposo. Questa è la fiducia tra gli sposi: “mi fido di te al punto da affidarti la mia vita, sono convinto che non mi farai precipitare!”

Condividere la vita con qualcuno è una benedizione. E’ stupendo stare con qualcuno che ti vede come tu vorresti essere e ancora non sei. Con qualcuno da amare e che ti ama prima ancora che tu possa diventare amabile. Non accontentatevi di niente di meno!

A mia moglie, grazie di tutto questo! Buon anniversario!

 

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