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Mal d’Africa

E’ difficile riprendere la solita vita! C’è un rischio profondo di “mal d’Africa”, la voglia di essere ancora in cammino, di sentire ancora quegli odori, quei sapori, di vedere quei paesaggi che al di là della loro intrinseca bellezza, hanno soprattutto il sapore della semplicità e dell’essenzialità, quell’essenzialità che spesso, in una grande città, si perde tra le luci e gli slogan ammiccanti delle strade, tra la frenesia delle automobili e la fretta di chi è in costante ritardo per qualcosa.

Buoni propositi!

Molti sono i propositi che un pellegrino si porta a casa, e molti infatti sono i propositi che mi sono portato a casa! E’ però veramente difficile mantenergli fede. Come ho scritto più volte l’esperienza più bella del mio cammino è stato il rapporto con gli altri, e sicuramente su questo ho basato uno dei miei principali propositi: stabilire relazioni, oltre che più autentiche, anche più cordiali con le persone che incontro. Niente di più complicato! E’ veramente difficile essere più cordiali, perché è veramente difficile non farsi sopraffare da chi ti sta intorno.

Purtroppo quello che manca in generale sono le condizioni minime per la civile convivenza ossia il rispetto della dignità di tutti, dei diritti, della specificità della persona. Difatti, mentre in una situazione come quella del cammino c’è il presupposto di voler mettersi in “viaggio”, un viaggio sulle orme di un apostolo, di voler mettersi in gioco, oltre che il rispetto degli altri pellegrini come te e soprattutto il rispetto dei rispettivi desideri e delle rispettive attese, nella vita di tutti i giorni questo atteggiamento manca molto.

Altra nota del mio mal d’Africa è sicuramente la specificità dell’obiettivo. Nel cammino, infatti, ci si concentra su un unico obiettivo: la tappa. Nella vita però la situazione è molto più caotica, soprattutto perché spesso l’obiettivo che ci si prefigge non è abbastanza messo a fuoco, oppure è incerto. Altro dono del cammino è sicuramente questo: imparare a focalizzare i diversi obiettivi, le diverse tappe senza scoraggiarsi e soprattutto con costante fiducia nella provvidenza.

Per ora mi fermo qui. Molte sono le riflessioni che nasceranno dall’esperienza del cammino. Quelle che sono nate durante e subito dopo le ho già scritte, divise tappa per tappa, nella sezione «diario di viaggio» alla quale vi rimando! Le prossime continuerò piano piano a segnarle in questa sezione. Alla prossima!

1 Commenti

  • Paolo (admin) ha detto:

    E’ vero quello che dici! anche io ho il mal d’Africa più o meno da quando abbiamo messo piede a Palermo…Santiago è un’esperienza veramente incredibile che è difficile da spiegare a parole… la tentazione di riprendere lo zaino in spalla e ricominciare è forte, chi l’avrebbe mai detto!?

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