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1.8.2010 Santa Irene

Il percorso di oggi è stato non solo più facile degli altri, ma anche più breve! Circa 19 km passati sotto un cielo appena nuvoloso che nascondendo il sole fa andare avanti spediti e freschi. La tranquillità del cammino di oggi fa ancora una volta concentrare sulle relazioni con gli altri compagni di viaggio, si comincia a pensare a Santiago, che ormai è solo ad un giorno di cammino, e si comincia a pensare anche agli addii che fanno anche parte del cammino e sono forse l’aspetto più doloroso ben più di ogni vescica, dolore articolare o tendinite.

La tomba del pellegrino

Lungo il percorso si trova anche la tomba di un certo Watt, pellegrino morto ad un solo giorno da Santiago, praticamente ad un passo dalla meta. E’ incredibile come certe volte gli obbiettivi ci sfuggano di mano quando pensiamo di averli già presi.

Una cosa è certa, tutta questa strada di per sé è inutile! Non ha alcun valore se non per ciò che accade passo dopo passo, se non in quanto occasione che si da a Dio di operare indisturbato nel nostro cuore. Sì, ormai ad un solo giorno da Santiago ho chiara la dinamica che il cammino ha innescato nel mio cuore. Il camino è un momento di fede altissima, di quella fede che sa fare silenzio, sa fare spazio, sa attendere, sa aspettare, sa lasciar posto alla creatività del Signore oltre ogni razionalità, oltre ogni intellettualismo, oltre ogni devozione. Il cammino, infatti non è solo devozione, anzi proprio quando non si vive come devozione, ma come adorazione, come un agone con Dio, con quel Dio che si mette in gioco con la creatura, diventa un vero e proprio sacrario nel quale avviene l’incontro con il Signore, un incontro che è un puro guardarsi negli occhi, un puro essere l’uno di fronte all’altro, senza troppe parole, senza troppi ragionamenti, ma semplicemente faccia a faccia. L’essere l’uno di fronte all’altro, creatura e creatore, in un incontro nel quale Dio si dona come amore, un dono che trova compimento nella celebrazione dell’eucaristia che in questi giorni non è mancata mai, tappa dopo tappa.

Non so per quale altro motivo ci si possa mettere in cammino, anzi sono sicuro che ogni altro motivo è assolutamente futile, ricadendo semplicemente nella dimensione dello sport o del turismo. Ma per fortuna “Esto es el camino”, questo è il cammino indipendentemente dalle proprie intenzioni iniziali, e sono altrettanto sicuro che il Signore si rivela nelle pieghe della fatica, dell’impegno, della stanchezza, a tutti coloro che si mettono a camminare lungo la via di Santiago. Tutto sta nel voler accorgersi e nell’accogliere i doni che certamente il Signore fa a tutti coloro che camminando, vorranno farsi pellegrini.

Domani dunque Santiago!

‘Notte

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